Il Sele, dall'antica denominazione Seila, è uno dei fiumi più importanti del versante tirrenico per ampiezza del bacino e per numero di affluenti. Nasce nell’Irpinia, dal monte Paflagone e, dopo un percorso di 64 chilometri tra zone montuose e collinari dalla florida macchia mediterranea, raggiunge la foce attraversando un’ampia e fertile pianura alluvionale conosciuta, appunto, come Piana del Sele. Si tratta di una distesa pianeggiante avente la forma di un imbuto depresso, con la bocca lunga 30 km in corrispondenza del mare e i lati di circa 25 km tra le foci del Picentino e del Solofrone e la diga del Sele. E' chiusa verso terra dai Monti Picentini e dall' Alburno, bagnata a occidente dal Tirreno, al quale presenta una costa bassa e dunosa.
Sede di attività umana da tempi antichissimi vede in Pontecagnano l'estremo limite meridionale della civiltà etrusca e più a Sud, subito oltre le rive del fiume, la fiorente città greca di Poseidonia conosciuta meglio con il suo nome romano di Paestum. Trattandosi di una zona molto fertile é stata, praticamente da sempre, sottoposta all'azione antropica e ciò ne ha fatto perdere, completamente o quasi, il suo aspetto naturale originario. Risale infatti al periodo greco ma in maggior misura a quello romano la spinta deforestazione del manto boscoso, necessaria alla pianificazione agraria e in generale territoriale di quei popoli.
Dopo essere stata il centro di intensa attività umana la Piana si trovò a vivere un lungo periodo di abbandono che iniziato dal medioevo si protrasse sino alla metà del sec. XIX, quando si dette avvio ai lavori di bonifica. La costruzione della diga - sbarramento di Persano e l’introduzione di una fitta rete di canali d’irrigazione hanno contribuito a rendere fertile e ricco il terreno, favorendo così lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento, attività che hanno reso possibile il rilancio economico dell’intero territorio. Negli ultimi anni la rete di irrigazione dei campi agricoli è stata interrata in modo da razionalizzarne l’utilizzazione.

Aspetti climatici

Il clima della Piana del Sele é di tipo Mediterraneo, ossia è caratterizzato da estati calde ed aride ed inverni miti e piovosi; la temperatura media annua é elevata, pari a 16,8°C; il periodo di aridità é piuttosto pronunciato ed ha una durata variabile dai tre ai cinque mesi consecutivi con una media di più di quattro mesi. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo invernale con eminente carattere temporalesco e presentano una media annua intorno ai 500 mm salvo alcune eccezioni come ad esempio Salerno, che presenta una media di precipitazioni superiore al metro (1333 mm).
Pur trattandosi di una regione non molto vasta, le condizioni climatiche non sono ovunque le stesse, ma fa sentire la sua influenza la vicinanza del mare ed il rilievo che cinge la Piana, specie per quanto riguarda le precipitazioni, le quali come quantità, tendono ad aumentare mano a mano che ci si avvicina alle montagne. Il minimo delle piogge si verifica in luglio mentre nel mese di novembre si registra la piovosità massima, con valori mensili di 170-225 mm (pari al 16-17% del totale). Il numero dei giorni piovosi risulta in media da 65 a 90 all'anno.
Le temperature medie annue di gran parte della Piana superano i 18°C e diminuiscono di qualche grado verso l'interno. Le temperature di luglio risultano piuttosto alte, perché l'azione benefica dei venti marini é arrestata o diminuita dai rilievi che recingono la Piana. Invece l'influenza marina, in rapporto col lento raffreddamento delle acque, si fa favorevolmente sentire nel mese di settembre, che risulta assai più caldo che nelle regioni interne. In gennaio le temperature della Piana si mantengono intorno ai 10°C (valori medi delle temperature minime e massime pari a 5°C e 13°C) e perciò l'escursione tra i mesi estremi non risulta molto alta (intorno ai 15°C). Quanto ai venti , infine, essi predominano spesso con grande intensità e per lunghi periodi, sia dal mare, da SO. e S. , sia da terra, da E. e NE., lungo la vallata del Sele, sia da N.
Aspetti socio-economici

La Piana del Sele non è solo pianura verdeggiante: lungo il suo margine corre per circa 40 chilometri una delle più belle coste tirreniche italiane, un litorale che, da Salerno ad Agropoli, ospita numerose località d’indubbio valore archeologico e culturale. L’eterogeneità e la vastità di questa ricca regione del Salernitano rappresentano un punto di forza: le coltivazioni estensive della pianura, i boschi e pascoli naturali delle zone montuose dell’alto e medio Sele, caratterizzano un territorio di grande attrazione per l’interesse naturalistico, storico e archeologico dei paesi che lo popolano. Qui la tradizione è fonte di ricchezza e sinonimo di cultura e genuinità. Ciò si riscontra anche sotto il profilo enogastronomico grazie alla presenza di una vasta gamma di prodotti tipici, tra cui il carciofo e la mozzarella, entrambi tutelati da marchi di qualità.